i primi dieci secondi: Teresa May cambia stile

I primi dieci secondi nel public speaking

Troverai molti siti, post o libri che sottolineano l’importanza delle prime battute, dell’incipit o dei primi minuti. Ho sempre sostenuto che i secondi cruciali, quel magico periodo in cui il giudizio del pubblico su di te è ancora sospeso, non cominciano quando apri la bocca, ma partono da quando il pubblico può vederti. Contano quindi molto il passo, l’espressione, il sentimento con cui arrivi al palco. Theresa May sembra aver imparato la lezione.

L’antefatto

Theresa May era stata ampiamente criticata perchè filmata a ballare con dei bambini durante una visita in Africa. Da tempo è sotto tiro per le bugie su cui si è fondata la vittoria della Brexit e per la disastrosa gestione dei negoziati con la UE.

Poteva benissimo non reagire alle critiche, per una volta direi ingiuste, relative alla sua scarsa grazia dimostrata nei balli coi bambini e invece ha reagito alla grande.

Il congresso Tory

Al congresso dei Tory 2018, la Prima Ministra fa il suo ingresso accompagnata dalla musica degli Abba. Più precisamente ha fatto risuonare Dancing Queen (La regina danzante) e già il titolo dice qualcosa. A questo punto Theresa May entra “ballando” in sala. La notizia fa il giro del mondo e per una volta riesce a far parlare di sé senza che ci sia bisogno di esplorare un presente problematico e un futuro fosco.

Le reazioni

Ovviamente è stata aspramente criticata dalle opposizioni. In particolare è stata accusata di usare una tecnica, ben nota anche in Italia, che in inglese si chiama Dead Cat. Consiste nel parlare di un argomento emotivamente toccante, come la morte del gatto, per evitare di parlare dei problemi sul tavolo (di questa tecnica abbiamo dei maestri locali). Altri sparano a zero, come il comico e regista Stewart Lee, che sul quotidiano liberal The Guardian, scrive :

… Theresa May prancing uneasily to an Abba record, like a mantis with an inner ear infection.

…Theresa May che saltella a disagio su un disco degli Abba, come una mantide con un’infezione all’orecchio interno”

In generale, nonostante la sua scarsa grazia nel ballo, ci ha guadagnato, e parecchio, con questo ingresso. Si è tolta di dosso in un colpo gli sfottò sul suo viaggio Africano, ha superato la sua immagine di grigia politica ed è stata molto apprezzata all’interno del suo partito (l’autoironia è una dote apprezzata in Inghilterra). Sopratutto è riuscita a catturare e mantenere l’attenzione del suo pubblico, per una volta senza dover demonizzare qualcuno: UE o opposizione che dir si voglia.

Vorrei ricordarti che esistono due libri che insieme danno un quadro completo delle abilità che servono per parlare in pubblico, compresa la gestione dei primi dieci secondi: Davanti a tutti, manuale di Public Speaking, per chi voglia approfondire questo tema in tutti i suoi aspetti e Persuadere parlando in pubblico per chi volesse sviscerare il tema della persuasione.  Se poi la data del tuo speech fosse già fissata e volessi un aiuto subito, scrivimi, troveremo la soluzione più adatta.

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Che c’entra la vergogna con innovazione, cambiamento e Public Speaking?

Vergogna e Public Speaking

Che relazione c’è tra vergogna e  public speaking e tra vulnerabilità e vergogna? Ci risponde  Brené Brown con due dei più visti filmati di TED di tutti i tempi. Il primo ha fatto 40 milioni di visualizzazioni tra TED e  youtube. Il secondo dieci milioni sempre tra TED e youtube. La cosa più impressionante è che il primo video girava sul, meno noto e meno seguito, circuito di TEDx dove i migliori sono visti da circa 200.000 persone.

Questa ricercatrice texana, professore all’Univ. di Huston, è cresciuta in una cultura familiare da “dura”. Sostiene che il motto di famiglia fosse “lock end load” (si può tradurre a senso in “pronto a sparare”). Ha avuto l’idea di studiare come si potesse sconfiggere la vulnerabilità, arrivando alla conclusione che non è il caso. I video sono pieni di spunti interessanti. Ad esempio sostiene che, mentre stava diventando famosa ,cercava in ogni modo di rimanere sotto la portata dei radar. É un tema di cui abbiamo già, parzialmente, trattato parlando di cervello rettile. Questa parte del nostro cervello, nel suo cieco e istintivo comportamento auto-protettivo, non solo cerca di impedirci di esporci ma anche di crescere e diventare “troppo visibili”.

Vulnerabilità e debolezza

Dopo anni di studio Brené Brown è arrivata alla seguente conclusione: la diffusa opinione che vulnerabilità e debolezza siano due lati della stessa medaglia è totalmente errata, anzi. Sostiene, e la puoi ascoltare nel secondo video che trovi qui sotto, che:

I define vulnerability as emotional risk, exposure, uncertainty. It fuels our daily lives. And I’ve come to the belief –this is my 12th year doing this research –that vulnerability is our most accurate measurement of courage –to be vulnerable, to let ourselves be seen,  to be honest.

Definisco la vulnerabilità come il rischio emozionale, esposizione, incertezza. É il carburante della nostra vita quotidiana. Sono giunta alla conclusione, dopo dodici anni di ricerca, che la vulnerabilità sia la più accurata misura del coraggio, essere vulnerabili, ci permette di essere visibili, di essere onesti.

Vulnerabilità, creatività, innovazione e cambiamento

A seguito del grande successo dei suoi filmati la professoressa è stata invitata a convention di grandi aziende, dalle sue parole:

Una delle cose strane che mi sono capitate … sono le proposte che ho ricevuto per parlare in pubblico – venivano  … perfino dalle società di Fortune 500. La maggior parte delle chiamate andava più o meno così: “Ehi, Dott.ssa Brown… Vorremmo che venisse a tenere un discorso da noi. Ma gradiremmo se non menzionasse le parole vulnerabilità e vergogna”. Di cosa vorreste che vi parli? Rispondono principalmente … : innovazione, creatività, e cambiamento. Ma lasciate che vi dica … che la vulnerabilità è generatrice di innovazione, creatività e cambiamento. Creare è realizzare qualcosa che non è mai esistito prima. Non esiste nulla di più vulnerabile. Essere capaci di adattarsi al cambiamento, è questa la vulnerabilità.

Cos’è la vergogna

Quando non riusciamo ad accettare le nostre vulnerabilità subentra la vergogna, dice ancora la Brown:

Noi stessi.La vergogna comporta due cliché -“mai buono abbastanza”e, se il primo non funziona,”chi ti credi di essere?”. La cosa da capire sulla vergogna è che non si tratta di colpa.La vergogna ha a che vedere col proprio io; la colpa con il comportamento.Vergogna è dire “sono sbagliato“. Colpa è dire “ho fatto qualcosa di sbagliato”. Quanti di voi, se mi aveste fatto del male, riuscirebbero a dire: “Mi spiace, ho fatto uno sbaglio”? Quanti di voi sarebbero disposti a farlo? Colpa: Mi spiace, ho fatto uno sbaglio.Vergogna: Mi spiace. Sono io quello sbagliato. C’è un’enorme differenza tra vergogna e colpa.

Nel seguito del discorso viene poi spiegato come la  vergogna sia associata a molti comportamenti e stati psicologici poco piacevoli al contrario della colpa che  è inversamente associata a queste cose.

e il public speaking?

La Dott.ssa Brown non parla direttamente di vergogna e Public speaking. É difficile però pensare a qualcosa che, come il parlare in pubblico, possa: farti sentire vulnerabile,  che abbia bisogno di creatività, di rapido adattamento ai cambiamenti ed eventualmente farti vergognare come un cane,. Penso che tutti, ma proprio tutti, i suggerimenti di questi due superbi filmati siano preziosi. Sia i contenuti che i video in sè. É interessante, ad esempio, il confronto tra il primo e il secondo filmato. Nel primo la sua paura è palpabile, si sente che ha la bocca secca e in certi momenti che si forza per svelare alcuni aspetti di se che preferirebbe tenere nascosti. Ciò nonostante, anzi, proprio per questo il primo filmato, pur più acerbo nei contenuti e nei modi, ha avuto cinque volte più visualizzazioni del secondo quasi perfetto. Tono giusto, pause perfette, corretta alternanza di momenti divertenti e “drammatici”, ma meno “vero”. (nelle prime righe o qui trovi il link al primo filmato mentre quello visibile è il secondo)

Sono molto contento che oggi sempre di più, la paura in pubblico, sia considerata come qualcosa da accettare e sfruttare. Quando ho scritto il libro “Davanti a tutti, manuale di public speaking”  ero timoroso di esprimere questa mia convinzione maturata in tanto anni di affiancamento e formazione di persone che parlano in pubblico. Non fosse stato per il fatto che fosse stato dimostrato in uno studio pionieristico che la paura non va repressa ma “deviata”, sarebbe stato molto più difficile sostenere questo punto di vista fuori delle aule di formazione.

Se vuoi approfondire le tue capacità di parlare in pubblico perchè non provi un ciclo di cinque sessioni individuali a un prezzo eccezionale? Ne vale la pena!

Metodo ARPA per parlare in pubblico interpretato da Douglas

Difficile avere un esempio così bello, sintetico e scolastico del metodo ARPA  per parlare in pubblico, come quello che compare in “Wall Street 2: il denaro non dorme mai“.

Per un maggior dettaglio sul metodo ARPA vedi in questo post.

Beh l’interpretazione di M. Douglas è come sempre grandissima, ma andiamo con ordine.

Obiettivo, pubblico e luogo

Per chi non conoscesse il primo film, Gordon Gekko è un finanziere geniale e privo di scrupoli, finito in galera per insider trading. In questo secondo film, ambientato nel 2008, Gekko uscito di prigione scrive un libro per avvisare il mondo finanziario dell’imminente crack che colpirà  l’economia americana e mondiale. Il filmato descrive il discorso pubblico di vendita del libro, quello che gli americani chiamano pitch. Il pubblico è quello che si può trovare in un’Università, siamo in un’aula magna: studenti e personale docente.

Il metodo ARPA

Nel filmato il discorso segue uno percorso retorico che è perfetto per illustrare il metodo ARPA, che ricordo consiglia di concentrarsi sugli obiettivi (e non sugli strumenti) in particolare e nell’ordine:

A attenzione

Per prima cosa devi conquistare l’attenzione. Senza l’attenzione del pubblico è letteralmente inutile proseguire.  Il discorso comincia con queste parole rivolte ai laureandi:

“Siete nella cacca fino alle orecchie. Ancora non ve ne rendete conto, ma siete la generazione dei tre niente: niente lavoro, niente reddito, niente risorse”

In venti secondi l’attenzione è catturata, la tesi espressa, il tutto Il linguaggio si avvicina a quello degli studenti. Wow

R ricordo

L’attenzione è importante ma non basta, devi scegliere con cura cosa deve memorizzare il pubblico.  Douglas da una serie di informazioni finanziarie attraverso esempi di banalità domestica (l’acquisto di una casa, il mutuo, l’indebitamento per i consumi, ecc.) per sostenere la tesi che i consumatori, finanzieri, banche e Stato sono tutti coinvolti nel processo di finanziarizzazione selvaggia dell’economia

P persuasione

Quasi tutti i discorsi hanno un fine persuasivo, ovvero vuoi convincere il pubblico di qualcosa. Gekko si accredita sia ricordando di essere stato un grande finanziere, sia attraverso spiegazioni semplici di cose complesse. In sintesi cerca di persuadere sul fatto che lui sa esattamente cosa sta succedendo.

A azione

Una volta persuaso il pubblico conviene indirizzare in modo chiaro l’azione che a tuo parere è la logica conseguenza. In questo discorso la chiusura è magistrale. Dopo aver parlato del debito come della malattia, il protagonista dice:

“Come possiamo sfruttare questa malattia a nostro favore? Ve lo dico in tre parole: Comprate il mio libro”

(Buy my book)

Come vedi il metodo ARPA può essere usato sia per scrivere che per analizzare un discorso. Perchè non scaricare l’estratto del libro? 

🙂

 

Come parlare di cambiamento

Discorsi sul cambiamento, parla Rabin

Non sono molti, anche tra i politici di livello, quelli che sanno parlare di cambiamento con efficacia. Rabin di sicuro lo sapeva fare. Proseguo con la produzione di video con commenti ai gradi discorsi con l’ultimo discorso di Rabin.

Sotto il suo governo vennero  raggiunti per la prima volta degli accordi di pace con l’OLP. Incontrò un’opposizione feroce da parte dei suoi oppositori interni, tanto feroce che fu assassinato pochi minuti dopo il discorso che troverete nel filmato. Quando si parla di un macro cambiamento le “regole” sono abbastanza semplici:

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Introversi e public speaking, ne parla Susan Cain

L’introversa e il suo storico successo a TED

Sono molto interessato al tema degli introversi e public speaking, per il semplice motivo che appartengo alla categoria.

Certo, noi introversi proviamo un po’ d’invidia per il godimento che provano molto estroversi quando sono in pubblico, la gioia con cui si preparano e la carica che ricevono dal palco. Sono oltre vent’anni che parlo in pubblico con regolarità, quindi so che è possibile farlo e farlo bene da introverso. Mi dà comunque grande soddisfazione il fatto che Susan Cain, tanto introversa da aver costruito su questa sua caratteristica un sito dedicato, ha tenuto uno dei discorsi più ascoltati di sempre ai TED Talk, l’arena dei migliori oratori mondiali.

Inoltre ha condiviso moltissime illuminanti consigli,ricavati dalla letteratura e interviste,  su come affrontare il pubblico da introverso.

Introversi e public speaking  Continua a leggere