Inintroversi e public speaking. S. Cain

Introversi e public speaking, ne parla Susan Cain

L’introversa e il suo storico successo a TED

Sono molto interessato al tema degli introversi e public speaking, per il semplice motivo che appartengo alla categoria.

Certo, noi introversi proviamo un po’ d’invidia per il godimento che provano molto estroversi quando sono in pubblico, la gioia con cui si preparano e la carica che ricevono dal palco. Sono oltre vent’anni che parlo in pubblico con regolarità, quindi so che è possibile farlo e farlo bene da introverso. Mi dà comunque grande soddisfazione il fatto che Susan Cain, tanto introversa da aver costruito su questa sua caratteristica un sito dedicato, ha tenuto uno dei discorsi più ascoltati di sempre ai TED Talk, l’arena dei migliori oratori mondiali.

Inoltre ha condiviso moltissime illuminanti consigli,ricavati dalla letteratura e interviste,  su come affrontare il pubblico da introverso.

Introversi e public speaking 

Parlare in pubblico è una performance

Tra le varie interviste riportate dalla Cain spicca quella a Gladwell: giornalista, scrittore, speaker famosissimo e evidentemente ed estremamente introverso. In un’intervista al Guardian ha dichiarato:

Parlare in pubblico non è un atto di estroversione, è una performance e molti attori sono introversi“, sostiene che quando parla in pubblico si limita a interpretare il ruolo di contastorie. Ruolo che dismette quando non è in pubblico. “Non sono l’anima del party, Anzi partecipo a ben pochi party“, ha dichiarato.

Abiti di scena

Questo primo suggerimento è importantissimo, in effetti i timidi, quelli che si vergognano o che vengono disturbati dalla presenza di una folla. Per mia esperienza ottengono grandi risultati semplicemente “travestendosi”. Un abito di scena, una parrucca o una maschera, ti ricordano ininterrottamente che in gioco c’è una recita, un capacità, non la tua personalità. Anche se razionalmente è chiaro a chiunque, che in un discorso che va dai pochi minuti a qualche ora, non è in gioco la tua persona, la tua storia o i tuoi affetti, ma semplicemente il testo, il modo iin cui lo interpreti, la scelta della sala, ecc. qualcosa che te lo ricordi mentre sei davanti a tutti è molto utile. In fondo se anche il grande Steve Jobs in pubblico indossava un abito di scena invariabile, possiamo farlo tutti

Preparazione alla performance

Se consideri il discorso come una performance allora anche la preparazione è più facile da concepire. Ci saranno la stesura di un testo adeguato al pubblico, alla circostanza e al tempo, le prove con un piccolo pubblico, le prove tecniche e così via.

Paradossalmente per gli introversi estremi è più facile lavorare con un grande pubblico dal palco. La massa appare anonima e non si riescono a vedere bene le reazioni. Al contrario con un piccolo gruppo è possibile stabilire delle brevi relazioni personali fatte di sguardi, sorrisi, facce annoiate o peggio, illuminate dai telefonini e questo può risultare distraente o disturbante per alcuni.

Improvvisazione

Uno degli effetti collaterali, del non avere una gran voglia di stare davanti a tutti, è che è un po’ più difficile improvvisare. Sempre Gladwell sostiene di preparare i suoi discorsi parola per parole, aggiungo che per poi apparire spontaneo sono necessarie tantissime prove. Non è un sistema che consiglio, ma se è necessario … In realtà penso che sia meglio prepararsi all’improvvisazione, conoscerne le tecniche, allenarsi, è anche vero che le due cose non sono in contraddizione, ameno che non ti ‘affezioni‘ troppo al testo che hai preparato.

Luci

Altro accorgimento che può aiutare e quello di abbassare le luci, se sei disturbato dai feedback visivi che ricevi dal pubblico può essere utile, a patto che sia una cosa breve, molto dinamica e che non sfidi la sorte. Dopo pranzo o dopo cena il sonno è un nemico terribile 🙂

Non cercare di calmarti!

Hai paura, sei agitato/a prima di parlare davanti al pubblico? Sicuramente, è una delle poche certezze della vita, qualcuno ti darà un consiglio: Calmati! Probabilmente non esiste un suggerimento peggiore.

Ci si potrebbe arrivare con un po’ di logica e di conoscenze scientifiche. Senza entrare troppo nel dettaglio il sistema nervoso simpatico è quello che tradizionalmente si definiva deputato all’attacco o fuga.È quindi molto attivo quando si ha paura (e voglia di fuggire).

Il parasimpatico ha una funzione opposta. Ora passare dalla paura alla calma significherebbe inibire il primo e attivare il secondo. In altre parole la probabilità di calmarsi realmente quando stai per parlare in pubblico è pari a quella di addormentarsi in preda a una rabbia tremenda. Difficile. Di solito quello che si riesce ad ottenere è uno stato pietoso di controllo cosciente dei comportamenti associati alla paura. Ci sono due effetti collaterali: il primo è che il pubblico non ci casca! Se proprio riesci a controllarti apparirai meccanico, artificiale, inascoltabile. Il secondo è che è che una persona che non trasmette emozioni in pubblico non funziona. Se ci pensi ci sono discorsi famosi di gente che si è messa a piangere, si è arrabbiata, ha mostrato sentimenti profondi e forti, non me ne vengono in mente di quelli in cui l’oratore appariva: annoiato, freddino, meccanico.

La ricerca definitiva sulla paura del pubblico

Fortunatamente Alison Wood Brooks , della Harvard Business School, ha voluto verificare con un esperimento che ha coinvolto 300 persone quale fosse la miglior strategia per superare la paura.

Ha diviso il campione in tre gruppi impegnati in compiti ansiogeni: parlare in pubblico, cantare in karaoke. Il 90% dei partecipanti pensava che la miglior strategia fosse quella di calmarsi.

La metà dei soggetti ha quindi cercato di calmarsi, all’altra metà è stata data l’istruzione di eccitarsi. Invariabilmente, in tutti e tre gli esperimenti le migliori prestazioni le ha avute il gruppo degli eccitati.

Nel caso del pubblic speaking sono risultate migliori la percezione di tutte le variabili osservate: persuasività, competenza, fiducia in se stesso e perseveranza.

Come è stato ottenuto uno stato di eccitazione? Semplicemente ripetendo ad alta voce: “Sono eccitato”. Beh forse esistono strategia più efficaci, ma anche questa. semplicissima, ha funzionato

Ovviamente se vuoi approfondire in Davanti a tutti, dedico ampio spazio all’argomento.

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