colpo di scena duterte

Tecniche di public speaking: il colpo di scena. L’esempio di Duterte

Il colpo di scena non è tra le tecniche più utilizzate nel Public Speaking. Almeno quello volontario. Quello involontario, ad esempio : il computer che si guasta nel momento meno opportuno (quasi un classico), il filmato che si impalla sul più bello, il bicchiere che si rovescia con effetti comico/drammatici, è, invece molto frequente. Eppure quasi tutti abbiamo dimestichezza con questa struttura narrativa, è quella del giallo o della barzelletta.

Schema costruttivo del colpo di scena

Costruirne uno da usare parlando in pubblico non è difficile, se ne conosci lo schema, che è fisso e si compone di tre fasi:

  1. Prima linea narrativa, la storia parte e si sviluppa in modo lineare;
  2. Snodo, è il punto del racconto che fa da perno per il cambio di traiettoria;
  3. Seconda linea narrativa, una seconda linea narrativa è totalmente diversa dalla prima.

Facciamo un esempio utilizzando una barzelletta, votata tra le migliori del mondo e che qui sintetizzo:

Prima linea narrativa

Sherlock Holmes e  Watson si trovano in vacanza in un campeggio. Dopo una buona cena, si ritirano in tenda e si addormentano. Durante la notte Holmes si sveglia e scuote l’amico.
«Watson, guardate in alto nel cielo e ditemi cosa vede!».
«Vedo milioni e milioni di stelle, Holmes».
«E cosa ne deduce?» chiede Holmes.
Watson replica: «Beh, da un punto di vista astronomico, questo mi fa pensare che ci sono nel cielo milioni di galassie»

Holmes «Altro?»

Watson «Beh se guardo la Luna, ne deduco che sono circa le 3:15…

Snodo

ma perché me lo chiede? Cosa suggerisce a lei tutto questo?»

Seconda linea narrativa

Holmes  esclama: «Elementare Watson! Qualcuno ci ha rubato la tenda!»

Ovviamente tanto più in là ci si spinge nella prima linea narrativa, tanto più dirompente risulta il colpo di scena.

Il colpo di scena in politica

Nel nostro parlamento lo specialista era Marco Pannella. Ricordo che una volta si è messo a gridare che chiamassero un’ambulanza per portare via un parlamentare impazzito. Proseguì sostenendo che siccome il parlamento stava per votare una cosa folle e i suoi colleghi non potevano essere tutti impazziti, era sicuramente lui a essere fuori di testa.

Ultimamente mi sono messo a studiare lo stile oratorio quelli che potrei chiamare i “pessimi del pianeta” (qui il post su Trump). Persone che, spesso grazie a una particolare abilità nella comunicazione, sono riuscite a farsi eleggere ad alte cariche.

Tra questi Duterte, l’attuale Presidente filippino. Ha una ottima capacità di parlare in pubblico e uno stile da populista estremo. Non ha esitato a dare del figlio di pu….na a Obama e al Papa, con Trump invece va, naturalmente, d’accordo. Ha promesso e mantenuto pene sommarie per (piccoli) spacciatori e tossicodipendenti.  Prima che le squadre anticrimine venissero fermate, in seguito all’uccisione di un industriale coreano, si calcola che abbiano compiuto 7mila omicidi extra-giudiziari in meno di 8 mesi. La sua comunicazione ruota regolarmente intorno al tema delle sanzioni immediate e severe e l’allucinante messaggio natalizio è nello stesso filone.

Per chi non segue in inglese riporto l testo:

Sapete, sono solo un essere umano, quindi lasciatemi fare un augurio: Buon Natale,

ai tossicodipendenti, ai ladri, ai corrotti, ai criminali e a tutti quelli che fanno soffrire i filippini.

Se non la piantate e continuate con le vostre brutalità,

questo sarà il vostro ultimo Buon Natale

Terrificante! Se noti anche il non verbale chen è costantemente coerente.

In altre parole: il colpo di scena rende un messaggio molto potente, nel bene e nel male.

 

 

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