paura di parlare in pubblico

Paura di parlare in pubblico, 4 cose da non fare e 5 da fare

L’ansia e la paura di parlare in pubblico sono molto comuni e credo che siano sostenuta da i molti consigli errati che vengono dati, Andiamo con ordine. La paura di parlare in pubblico può creare seri danni e questo è un primo dato di cui tener conto.

Ci sono persone che proprio per questo motivo rinunciano a determinati percorsi di carriera, a professioni o promozioni, altre a dare il proprio contributo allo sviluppo sociale, politico o non riescono a difendere i propri ideali ed è un gran peccato.

Facciamo un esercizio sulla paura di parlare in pubblico

Prenditi un paio di minuti per pensare a cosa fai mentre parli in pubblico o tieni una presentazione per controllare l’ansia o a causa dell’ansia. Scrivilo poi continua a leggere.

….

La tua lista potrebbe comprendere:

  • dondolare spostando il peso da una gamba all’altra;
  • stare a braccia conserte;
  • evitare di guardare il pubblico;
  • guardare ininterrottamente la persona più potente o che temi di più;
  • pensare che tanto finirà tra poco ( e non lo farai mai più);
  • leggere un testo o le slide;
  • rischiararsi la voce, tossicchiare, emettere suoni privi di significato (eee, hem, beh, …);
  • accorciare i tempi parlando più veloce o tagliando parte della presentazione;
  • “nascondersi” dietro il tavolo dei presentatori;
  • Usare decine di slide;
  • Nascondere l’ansia con battute o, al contrario, con un atteggiamento aggressivo.

La buona domanda a questo punto è: funziona?perchè lo fai?

Le strategia “spontanee”  mirano tipicamente a quattro obiettivi;:

Cercare di rilassarsi prima e durante

Cercare di rilassarsi pensando ad altro, con tecniche varie (yoga, visualizzazioni, ecc.), aggredendo tecnici o amici o collaboratori.

Negare la paura

Far finta di essere a proprio agio, far finta di essere felice di trovarsi in pubblico.

Cercare di far durare il meno possibile il supplizio

Parlare velocemente, tagliare il discorso, permettere a chi precede di andare “lungo”.

Fingere che il pubblico non ci sia,

Leggere un testo o le slide, non guardare nessuno, non ascoltare, ignorare le domande, non interagire.

 

Se ti riconosci in una di queste strategie, ripeto la domanda: Funzionano? Perché quando si parla di comportamento umano è l’unica domanda che conta, se la strategia funziona ok, se no bisogna cercare delle alternative.

Per mia esperienza queste strategie sono controproducenti per la maggior parte delle persone e per ottimi motivi.

Rilassarsi

Quando ti appresti a parlare in pubblico essere troppo rilassato è controproducente. L’ansia esiste per ottimi motivi, salvo che per alcuni non è una malattia ma una risorsa da mettere in campo quando stiamo per impegnarci in uno sforzo estremo. Guarda un atleta prima di una gara, ti sembra rilassato? Caso mai concentrato, col corpo e la mente tesi al massimo delle proprie possibilità. Non tutti gli interventi di Public Speaking hanno bisogno di questo stato mentale e fisico, ma un intervento importante sì. Se è così poco importante da poterlo affrontare in piena tranquillità, non è neanche di quelli che fanno paura. Il mio motto è sempre stato “In pubblico la paura non va eliminata ma sfruttata”. Adesso c’è anche una autorevole conferma. Come potrai approfondire nel libro Davanti a tutti, la professoressa Allison W. Brooks, della Havard Business School, ha dimostrato che se le persone invece di cercare di controllare la paura, cercano di eccitarsi, prima di parlare in pubblico, hanno delle performance molto migliori.

Negare la paura

Che dire? O sei un attore consumato ( e quindi non hai un gran bisogno di lavorare sulla paura del pubblico) o non freghi nessuno. Al massimo ottieni di passare per essere una persona fredda o falsa o ridicola. Meglio, molto meglio dichiarare la propria paura, o metterla in ridicolo. Meglio ancora sfruttarla utilizzando delle tecniche adeguate.

“Correre” e fingere che il pubblico non ci sia

Tenere l’intervento alla velocità della luce, magari lasciando molto spazio a chi viene prima e dopo, cercare di nascondersi nell’ombra di un altoparlante, dietro la schermo di un PC, ignorare le domande, ecc.  non è un approccio che ti possa dare qualcosa. Per il pubblico sarà una tortura, dopo poche battute ti perde, ma soprattutto, questi comportamenti, ti impedisce di capire, gustare quello che sta succedendo e di divertirsi. Perché il segreto è che se affronti e vinci la sfida del pubblico ti diverti! Il pubblico può darti tantissimo, molto più di quello che puoi immaginare, se lo ascolti.

Che cosa puoi fare per sfruttare l’ansia di parlare in pubblico?

Eccitarsi

Abbiamo già visto che una buona strategia è quella di eccitarsi e poi imparare a proiettare la propria eccitazione sul pubblico.

Controllare il corpo

Un’altra utile strategia per chi ha paura del pubblico è quella di agire sul corpo. Se qualcosa può cedere quello è il corpo, l’ansia potrebbe farmi sentire senza fiato, la voce potrebbe diventare molto acuta, le gambe tremare visibilmente. La buona notizia è che sono tutti problemi che si risolvono facilmente con qualche esercizio specifico ripetuto per qualche giorno. Visto che non ho trovato dei tutorial soddisfacenti da questo punto di vista, insieme a Giovanna Rossi, attrice, coach e insegnate di recitazione, abbiamo realizzato dei video tutorial a disposizione dei lettori.

Conoscere il pubblico

Qui non parlo della doverosa conoscenza dei dati socio-demografici del pubblico, ma proprio di andare a conoscere alcune delle persone che parteciperanno all’evento in cui parlerai e intervistarle informalmente. Le risposte a domande qual: “Cosa ti aspetti”, ” Cosa ti piacerebbe ascoltare?” ecc. sono interessanti, ma ancora più interessante sarà la sensazione che avrai al momento di “salire sul palco”, di parlare a una serie di individui “normali” non a una massa indistinta e anonima.

Luci

Sulle luci i pareri sono discordanti, sono importanti per tutti ma in modi diversi. Personalmente preferisco vedere il pubblico e poterne osservare le reazioni, altri preferiscono la sala al buio, altri ancora essere “accecati” dalla luce.Non importa quale sia la tua preferenza, cerca solo di ottenere l’illuminazione che preferisci.

Compra un buon manuale 🙂

Certo con un libro come Davanti a tutti, non può da solo risolvere tutti i problemi e le ansie. Sapere come esercitare la voce, mantenere il controllo, strutturare il discorso, ecc. insomma avere una guida che ti fornisce le dritte che ti servono in ogni situazione, aiuta! Altro aiuto viene dai filmati esclusivi (per gli esercizi) e pubblici (discorsi famosi) che ti premettono di esercitare la nobile arte del “furto”. Se ne parla poco ma quasi tutti i grand oratori hanno imitato o si sono ispirati a qualcun’altro. Il famoso discorso di Churchil “Non ho altro da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore, …” era ispirato ai discorsi di Garibaldi di cui Churchil era un grande ammiratore.

Esercitati

Quello che ti resta da fare, letto il libro, è esercitarsi Parli in pubblico quasi tutti i giorni: al supermercato, nelle riunioni scolastiche dei genitori, nelle assemblee di condominio, nelle riunioni. Ognuna di questa è’ un’occasione unica per provare qualche tecnica e osservare “l’effetto che fa”, i piccoli gruppi sono tra l’altro ottimi per gli esperimenti per ti permettono di osservare le reazioni individuali.

Non ti basta? A breve offrirò coaching, webinar e corsi dal vivo.

Scegli il precorso che preferisci ma non lasciare che a parlare siano solo i narcisisti! Se hai qualcosa da dire non negarti la possibilità e il piacere di condividerla con più persona. Hai sicuramente vinto sfide più difficili. Credo che l’unico motivo per cui tanti ne hanno paura e che raramente viene insegnato a farlo.

A  presto

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