Come analizzare un discorso

Rubare dai migliori oratori

Uno dei metodi più efficaci per migliorare il tuo modo di parlare in pubblico è analizzare i discorsi altrui. Sia quelli migliori, sia quelli che non hanno raggiunto il proprio obiettivo. Non si tratta di arrivare all’imitazione (se non come intermezzo umoristico), ma di “rubare” qualche spunto, qualche costruzione retorica efficace, qualcosa sull’uso delle pause … Insomma si cerca di evitare l’invenzione dell’acqua calda. Se non sai come affrontare un certo argomento e qualcuno l’ha già fatto con efficacia, puoi impararlo e adattarlo al tuo stile, anziché cercare di inventarlo nuovamente. Per poterlo fare occorre analizzare un discorso con metodo. Potrai poi utilizzare le tue scoperte a scrivere il tuo discorso utilizzando le linee guida che abbiamo pubblicato nell’ultimo post.

Scoprire l’effetto degli errori

Altrettanto istruttivi sono i discorsi che hanno avuto un “grande insuccesso”. Quelli che si possono trovare in rete sono di oratori esperti quindi di solito l’insuccesso è dovuto a uno o pochi fattori che si possono isolare e anche questo è molto istruttivo.

Dove trovare i modelli di discorso

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Molti discorsi di politici e manager, così come quelli tratti da film, possono essere trovati sui siti dedicati ai video (youtube, vimeo, ecc.). Per inciso negli ultimi anni oltre ai discorsi di oratori americani ed europei vengono caricati video di leader e non solo, di quasi tutte le nazioni del mondo. Con l’aiuto di qualche santo che li sottotitola (grazie, grazie, grazie!) portano una ventata di novità nei contenuti e nello stile molto interessante. Un’altra buona fonte sono i testi originali dei discorsi e quelli letterari. La biblioteca di testi classici (e privi di copyright) di liber liber ,in italiano e il progetto Gutenberg, sono ottime fonti per questi ultimi. Per chi si occupa di politica c’è solo l’imbarazzo della scelta, segnalo solo, a titolo di esempio, il sito Continua a leggere

5 stratagemmi per presentare dati e grafici e affascinare

Non è facile presentare dati e grafici affascinare il pubblico, ma Hans Rosling, tra le altre cose esperto statistico per l’ONU, ci riusciva. In uno dei miei primi lavori mi occupavo di analisi di mercato e so per esperienza che la percezione dei dati, da una parte e dall’altra del tavolo sono ben diverse: ricchi di significato per chi li presenta, aridi e noiosi per chi li ascolta. Per questo motivo trovo che Hans Rosling fosse geniale (purtroppo è deceduto alcuni mesi fa), tanto che la BBC, per realizzare un documentario sul futuro dell’umanità, lo ha ingaggiato. Ti invito a guardare l’intero filmato (se voui i sottotitoli in italiano li devi selezionare) , in ogni caso alcuni brevissimi spezzoni che troverai i seguito focalizzano gli stratagemmi utilizzati Continua a leggere

Tecnica di public speaking: la gestione delle obiezioni

Obama gestisce le obiezioni del pubblico

Nel filmato che segue vedremo Obama impegnato nella gestione delle obiezioni alle sue proposte di legge sul controllo delle armi.

Obama, al solito, fa splendidamente quello che poi trovare nei classici della retorica e della  comunicazione. In particolare per gestire le obiezioni sembra seguire il metodo suggerito da Blaise Pascal (filofoso e matematico) nel XVII secolo !

“Quando si vuole correggere utilmente qualcuno e mostrargli che sbaglia, conviene prima osservare da quale lato egli considera la cosa, perché di solito da quel lato è Continua a leggere

Tecniche di public speaking: il colpo di scena. L’esempio di Duterte

Il colpo di scena non è tra le tecniche più utilizzate nel Public Speaking. Almeno quello volontario. Quello involontario, ad esempio : il computer che si guasta nel momento meno opportuno (quasi un classico), il filmato che si impalla sul più bello, il bicchiere che si rovescia con effetti comico/drammatici, è, invece molto frequente. Eppure quasi tutti abbiamo dimestichezza con questa struttura narrativa, è quella del giallo o della barzelletta.

Schema costruttivo del colpo di scena

Costruirne uno da usare parlando in pubblico non è difficile, se ne conosci lo schema, che è fisso e si compone di tre fasi:

  1. Prima linea narrativa, la storia parte e si sviluppa in modo lineare;
  2. Snodo, è il punto del racconto che fa da perno per il cambio di traiettoria;
  3. Seconda linea narrativa, una seconda linea narrativa è totalmente diversa dalla prima.

Facciamo un esempio utilizzando una barzelletta, votata tra le migliori del mondo e che qui sintetizzo:

Prima linea narrativa

Sherlock Holmes e  Watson si trovano in vacanza in un campeggio. Dopo una buona cena, si ritirano in tenda e si addormentano. Durante la notte Holmes si sveglia e scuote l’amico.
«Watson, guardate in alto nel cielo e ditemi cosa vede!».
«Vedo milioni e milioni di stelle, Holmes».
«E cosa ne deduce?» chiede Holmes.
Watson replica: «Beh, da un punto di vista astronomico, questo mi fa pensare che ci sono nel cielo milioni di galassie»

Holmes «Altro?»

Watson «Beh se guardo la Luna, ne deduco che sono circa le 3:15…

Snodo

ma perché me lo chiede? Cosa suggerisce a lei tutto questo?»

Seconda linea narrativa

Holmes  esclama: «Elementare Watson! Qualcuno ci ha rubato la tenda!»

Ovviamente tanto più in là ci si spinge nella prima linea narrativa, tanto più dirompente risulta il colpo di scena.

Il colpo di scena in politica

Nel nostro parlamento lo specialista era Marco Pannella. Ricordo che una volta si è messo a gridare che chiamassero un’ambulanza per portare via un parlamentare impazzito. Proseguì sostenendo che siccome il parlamento stava per votare una cosa folle e i suoi colleghi non potevano essere tutti impazziti, era sicuramente lui a essere fuori di testa.

Ultimamente mi sono messo a studiare lo stile oratorio quelli che potrei chiamare i “pessimi del pianeta” (qui il post su Trump). Persone che, spesso grazie a una particolare abilità nella comunicazione, sono riuscite a farsi eleggere ad alte cariche.

Tra questi Duterte, l’attuale Presidente filippino. Ha una ottima capacità di parlare in pubblico e uno stile da populista estremo. Non ha esitato a dare del figlio di pu….na a Obama e al Papa, con Trump invece va, naturalmente, d’accordo. Ha promesso e mantenuto pene sommarie per (piccoli) spacciatori e tossicodipendenti.  Prima che le squadre anticrimine venissero fermate, in seguito all’uccisione di un industriale coreano, si calcola che abbiano compiuto 7mila omicidi extra-giudiziari in meno di 8 mesi. La sua comunicazione ruota regolarmente intorno al tema delle sanzioni immediate e severe e l’allucinante messaggio natalizio è nello stesso filone.

Per chi non segue in inglese riporto l testo:

Sapete, sono solo un essere umano, quindi lasciatemi fare un augurio: Buon Natale,

ai tossicodipendenti, ai ladri, ai corrotti, ai criminali e a tutti quelli che fanno soffrire i filippini.

Se non la piantate e continuate con le vostre brutalità,

questo sarà il vostro ultimo Buon Natale

Terrificante! Se noti anche il non verbale chen è costantemente coerente.

In altre parole: il colpo di scena rende un messaggio molto potente, nel bene e nel male.

 

 

 

Paura di parlare in pubblico? Fai sesso, lo dice la ricerca

La blasonata rivista on-line New Scientist ha rilanciato una seriosa ricerca sul rapporto tra parlare in pubblico e sesso. Che il sesso fosse una buona cura per l’ansia lo sapevano un po’ tutti, ma grazie all’attitudine analitica degli psicologi inglesi, impariamo che non tutto il sesso è valido a questo scopo.

Parlare in pubblico e sesso

Quando degli psicologi vogliono misurare l’effetto di una qualche tecnica sull’ansia di solito fanno parlare in pubblico o fare calcoli matematici ad alta voce. Sembra che siano i due eventi più stressanti, me ne verrebbero in mente molti altri, ma come diceva il comico Jerry Seinfeldin un suo sketch “Visto che parlare in pubblico è la seconda più grande paura e la terza è morire, a un funerale la gente preferirebbe essere quello nella bara piuttosto che pronunciare l’orazione funebre“. Comunque, il Professor  Stuart Brody, Psicologo presso l’University of Paisley, in Scozia non è nuovo a studi sull’influenza del sesso sulla salute mentale. In questa ricerca ha studiato le reazioni di 24 donne e 22 uomini a cui ha fatto tenere un diario delle loro attività sessuali. E non un diario generico! Dovevano prendere nota del tipo di sesso che facevano. (Biological Psychology, vol 71, p 214).

I risultati della ricerca

Non solo Stuart ha scoperto che l’attività sessuale diminuiva il livello di stress (misurando l’andamento della pressione sanguigna) durante l’evento. Anche il tempo di recupero di valori normali dopo l’evento, era drasticamente diminuito. Il risultato inatteso, almeno per me, è che solo il sesso penetrativo ha dato questi risultati. Altre tipi di gratificazione sessuale hanno dato una riduzione dello stress appena migliori dell’astinenza. Per essere sicuro di avere dei dati corretti ha anche valutato  il livello generale di ansia, la qualità della relazione col partner e le stress da lavoro, confermando i risultati. Altra cosa notevole è che questo effetto non è di breve durata. Stuart sostiene che:

“L’effetto non è attribuibile semplicemente ad un sollievo temporaneo dovuto all’orgasmo, ma dura per almeno una settimana“.

Sembra che la lunga durata dell’effetto calmante per chi parla in pubblico sia dovuta all’Ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore

Insomma la buona notizia è che non è necessario attrezzarsi vicino alla sala conferenze 🙂

A questo punto siete avvisati, la cura per la paura di parlare in pubblico è piacevole e importante, nessuna scusa per chi non si prepara adeguatamente :-).